Questo può servirti: puoi fatturare all’estero senza IVA — con la dicitura “inversione contabile” o “non soggetto”.
Quando si parla di fatturazione all’estero, uno degli aspetti più importanti da considerare è la gestione dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto). L’IVA è un’imposta indiretta che grava sul valore aggiunto dei beni e servizi scambiati all’interno dell’Unione Europea e in alcuni paesi extra-UE. Tuttavia, esistono delle eccezioni e delle particolarità da considerare quando si fattura all’estero, in particolare quando si utilizza la dicitura “inversione contabile” o “non soggetto”. In questo articolo, esploreremo in dettaglio cosa significa fatturare all’estero senza IVA e come funziona l’inversione contabile.
Cos’è l’inversione contabile?
L’inversione contabile, nota anche come “reverse charge” in inglese, è un meccanismo che prevede l’inversione della responsabilità dell’IVA tra il fornitore e il cliente. Normalmente, il fornitore di beni o servizi è responsabile di applicare l’IVA sulla fattura e di versarla allo Stato. Tuttavia, in alcuni casi specifici, la responsabilità dell’IVA può essere trasferita al cliente, che dovrà quindi applicare l’IVA sulla fattura e versarla allo Stato.
L’inversione contabile si applica in particolare alle operazioni di scambio di beni e servizi tra soggetti passivi IVA stabiliti in paesi diversi dell’UE. In questo caso, il cliente (committente) è tenuto ad applicare l’IVA sulla fattura e a versarla allo Stato, mentre il fornitore non deve applicare l’IVA sulla fattura.
Quando si applica l’inversione contabile?
L’inversione contabile si applica in particolare ai seguenti casi:
- Operazioni di scambio di beni e servizi tra soggetti passivi IVA stabiliti in paesi diversi dell’UE;
- Operazioni di importazione di beni da paesi extra-UE;
- Operazioni di esportazione di beni verso paesi extra-UE;
- Servizi resi a clienti stabiliti in paesi diversi dell’UE.
Cos’è la dicitura “non soggetto”?
La dicitura “non soggetto” si utilizza quando il fornitore di beni o servizi non è soggetto all’IVA. Ciò può accadere in diversi casi, ad esempio:
- Quando il fornitore è un privato;
- Quando il fornitore è un’azienda che non è iscritta al registro delle imprese;
- Quando il fornitore è un’azienda che non è soggetta all’IVA (ad esempio, perché ha optato per il regime dei minimi).
In questi casi, la fattura non deve contenere l’IVA e il cliente non può detrarre l’IVA.
Come funziona la fatturazione all’estero senza IVA?
Quando si fattura all’estero senza IVA, è importante indicare sulla fattura la dicitura “inversione contabile” o “non soggetto”. Ciò serve a informare il cliente che la responsabilità dell’IVA è trasferita a lui e che non deve applicare l’IVA sulla fattura.
La fattura deve inoltre contenere le seguenti informazioni:
- Il numero e la data della fattura;
- Le generalità del fornitore e del cliente;
- La descrizione dei beni o servizi forniti;
- Il prezzo dei beni o servizi senza IVA;
- La dicitura “inversione contabile” o “non soggetto”.
Esempio di fattura all’estero senza IVA
| Numero fattura | Data | Fornitore | Cliente | Descrizione | Prezzo senza IVA |
|---|---|---|---|---|---|
| 001 | 10/02/2023 | Nome del fornitore | Nome del cliente | Servizio di consulenza | 100,00 € |
| Inversione contabile | |||||
Conclusioni
Fatturare all’estero senza IVA può essere un’operazione complessa, ma è importante conoscere le regole e le eccezioni per evitare errori e sanzioni. L’inversione contabile e la dicitura “non soggetto” sono due casi particolari che richiedono attenzione e cura nella gestione della fatturazione. Speriamo che questo articolo abbia fornito una guida utile per comprendere meglio questi concetti e per gestire correttamente la fatturazione all’estero senza IVA.
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