Questo può servirti: puoi ottenere la NASpI anche se hai lavorato con contratti a chiamata intermittente.

La NASpI, o Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è un’indennità di disoccupazione introdotta in Italia per supportare i lavoratori che hanno perso il lavoro involontariamente. Questa prestazione è stata istituita per garantire un sostegno economico ai lavoratori durante il periodo di disoccupazione, aiutandoli a reintegrarsi nel mercato del lavoro.

Requisiti per l’accesso alla NASpI

Per accedere alla NASpI, è necessario soddisfare alcuni requisiti specifici. Innanzitutto, il lavoratore deve aver perso il lavoro per motivi non volontari, come ad esempio il licenziamento per giustificato motivo, la scadenza di un contratto a tempo determinato o il termine del periodo di apprendistato. Inoltre, il lavoratore deve aver contribuito al Fondo della NASpI attraverso i contributi previdenziali versati durante il periodo di lavoro.

Un altro requisito fondamentale è che il lavoratore debba essere immediatamente disponibile a lavorare e a partecipare alle iniziative di ricollocazione professionale proposte dai servizi per l’impiego. La disponibilità a lavorare si dimostra attraverso l’iscrizione al Centro per l’Impiego e l’accettazione di proposte di lavoro considerate congrue.

Contratti a chiamata intermittente e NASpI

I contratti a chiamata intermittente, regolati dal decreto legislativo 81/2015, sono una tipologia di contratto di lavoro che consente al datore di lavoro di chiamare il lavoratore solo quando necessita di eseguire una prestazione specifica. Questo tipo di contratto è spesso utilizzato nel settore dei servizi e nel commercio.

La questione se sia possibile ottenere la NASpI lavorando con contratti a chiamata intermittente è piuttosto comune. La risposta è positiva: è possibile ottenere la NASpI anche se si è lavorato con contratti a chiamata intermittente, a condizione di soddisfare i requisiti sopra elencati.

Come funziona la NASpI per i lavoratori con contratti a chiamata intermittente

I lavoratori con contratti a chiamata intermittente possono avere diritto alla NASpI se hanno lavorato per un periodo sufficiente a maturare i requisiti per l’accesso alla prestazione. In particolare, per i contratti a chiamata intermittente, è importante considerare il cosiddetto “periodo di contribuzione”, ovvero il periodo durante il quale il lavoratore ha effettivamente lavorato e contribuito al Fondo della NASpI.

Per i lavoratori intermittenti, i contributi vengono versati solo per le giornate di effettivo lavoro, pertanto è fondamentale conservare tutta la documentazione relativa ai periodi di lavoro svolti, comprese le buste paga e i contratti.

Calcolo della NASpI per i lavoratori intermittenti

Il calcolo della NASpI tiene conto della storia contributiva del lavoratore e della sua retribuzione. Per i lavoratori con contratti a chiamata intermittente, il calcolo della NASpI potrebbe essere più complesso rispetto ad altri tipi di contratti, poiché i periodi di lavoro e di contribuzione possono essere discontinui.

In generale, la NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi 4 mesi di lavoro, con un massimo di 1.227,55 euro al mese per il 2023. Tuttavia, per i lavoratori intermittenti, potrebbe essere necessario effettuare un calcolo proporzionale in base ai periodi di effettivo lavoro e contribuzione.

Procedura di richiesta della NASpI

La procedura di richiesta della NASpI prevede la presentazione di una domanda all’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) entro un determinato termine, generalmente entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. La domanda può essere presentata online, tramite il sito web dell’INPS, o attraverso i patronati e gli intermediari abilitati.

È importante fornire tutta la documentazione necessaria, compresa la copia del contratto di lavoro, le buste paga e la documentazione relativa alla cessazione del rapporto di lavoro. In caso di contratti a chiamata intermittente, è fondamentale conservare e fornire la documentazione relativa a tutti i periodi di lavoro svolti.

Conclusione

In sintesi, è possibile ottenere la NASpI anche lavorando con contratti a chiamata intermittente, a condizione di soddisfare i requisiti di legge e di aver contribuito al Fondo della NASpI. I lavoratori intermittenti devono essere consapevoli dell’importanza di conservare la documentazione relativa ai periodi di lavoro e contribuzione, al fine di agevolare la procedura di richiesta della NASpI.

La NASpI rappresenta un importante sostegno per i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria, e comprendere come funziona questo istituto può aiutare i lavoratori a orientarsi meglio nel mercato del lavoro e a sfruttare le opportunità di ricollocazione professionale.

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