Questo può servirti: puoi ottenere la NASpI anche se hai interrotto un lavoro autonomo — se hai contributi da dipendente.
La NASpI, o Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è un sostegno economico fornito dall’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ai lavoratori che hanno perso involontariamente il proprio lavoro. Questa misura è stata introdotta per aiutare coloro che si trovano in difficoltà economiche a causa della disoccupazione. Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di ottenere la NASpI anche dopo aver interrotto un lavoro autonomo e avendo contributi come dipendente. In questo articolo, esploreremo le condizioni e le regole che disciplinano questa possibilità.
Requisiti Generali per la NASpI
Prima di entrare nello specifico, è importante ricordare i requisiti generali per poter accedere alla NASpI. Per essere ammessi a questo beneficio, è necessario:
- essere disoccupati a causa di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, per dimissioni per giusta causa, o in caso di scadenza del contratto di lavoro;
- avere almeno 13 settimane di contributi nel periodo di 52 settimane che precede l’inizio della disoccupazione;
- avere almeno 30 giorni di lavoro nel periodo di 12 mesi che precede l’inizio della disoccupazione;
- non essere già in pensione;
- non essere beneficiari di altre forme di sostegno al reddito.
Lavoro Autonomo e Contributi da Dipendente
Quando si parla di lavoro autonomo e contributi da dipendente, la questione si complica leggermente. I lavoratori autonomi versano i contributi all’INPS in maniera diversa rispetto ai dipendenti. Tuttavia, il lavoratore autonomo che ha interrotto la propria attività può essere considerato disoccupato e quindi avere diritto alla NASpI se ha lavorato come dipendente in precedenza e ha versato i contributi necessari.
Il lavoratore autonomo che cessa la propria attività può essere considerato in una situazione di disoccupazione involontaria se:
- la cessazione dell’attività è dovuta a cause indipendenti dalla sua volontà;
- ha versato contributi come lavoratore dipendente.
Come Funziona la NASpI per i Lavoratori Autonomi
Per i lavoratori autonomi che hanno interrotto la propria attività e che hanno contributi come dipendenti, la NASpI può essere richiesta se sono soddisfatti i requisiti sopra elencati. È fondamentale, però, che il lavoratore abbia conservato lo stato di disoccupazione a seguito della cessazione dell’attività autonoma.
L’INPS, al momento della richiesta, valuterà la posizione contributiva del richiedente per verificare se sono stati versati i contributi necessari sia come lavoratore autonomo che come dipendente. La somma di questi contributi concorrerà a formare il requisito di 13 settimane di contributi nel periodo di 52 settimane che precede l’inizio della disoccupazione.
Procedura di Richiesta
La procedura per richiedere la NASpI prevede la presentazione di una domanda all’INPS entro un determinato termine, solitamente entro 68 giorni dalla data di cessazione del lavoro o dell’attività. La domanda può essere presentata online, tramite il sito web dell’INPS, oppure attraverso i patronati o i centri di assistenza fiscale.
È importante preparare tutta la documentazione necessaria, che include:
- documento di identità;
- codice fiscale;
- documentazione relativa alla cessazione del lavoro o dell’attività autonoma;
- informazioni relative ai contributi versati.
Importo e Durata della NASpI
L’importo della NASpI è pari al 75% dell’ultimo stipendio lordo, al netto delle contribuzioni a carico del lavoratore, fino ad un massimo di €1.195,37 al mese per il 2023, importo che può variare annualmente. La durata del beneficio varia a seconda della storia contributiva del lavoratore, generalmente da 2 a 6 mesi in base ai contributi versati.
Conclusione
In conclusione, è possibile ottenere la NASpI anche se si è interrotto un lavoro autonomo, a condizione di avere contributi versati come dipendente e di soddisfare i requisiti previsti dalla legge. È fondamentale informarsi accuratamente e presentare la domanda entro i termini stabiliti per non perdere il diritto a questo sostegno economico. Per maggiori informazioni e per una consulenza personalizzata, è sempre consigliabile contattare l’INPS o un professionista qualificato.
Commento all'articolo