Questo può servirti: l’olio esausto va in contenitori dedicati — non nel lavandino.
Quante volte ci siamo trovati a chiederci cosa fare con l’olio esausto della cucina? È una domanda comune a molti di noi, soprattutto dopo aver preparato un delizioso pasto e aver lavato i piatti. L’abitudine di gettare l’olio esausto nel lavandino può sembrare comoda e veloce, ma è una pratica che può avere gravi conseguenze per l’ambiente e le nostre tubature.
Il problema dell’olio esausto
L’olio esausto, noto anche come olio vegetale esausto (OVE), è un rifiuto che si genera nella cucina di casa, nei ristoranti e nelle attività di produzione alimentare. Si tratta di olio che è stato utilizzato per friggere o cucinare e che non è più idoneo al consumo umano. Se non gestito correttamente, l’olio esausto può causare problemi seri.
Quando l’olio esausto viene versato nel lavandino, si raffredda e si solidifica, andando a depositarsi nelle tubature. Col tempo, può accumularsi e creare vere e proprie ostruzioni, causando problemi di deflusso e richiedendo interventi di manutenzione costosi. Inoltre, l’olio esausto può anche danneggiare le pompe di sollevamento e i sistemi di trattamento delle acque reflue.
Impatto ambientale
Ma il problema dell’olio esausto non si limita alle tubature domestiche. Quando l’olio esausto finisce nelle acque reflue, può arrivare a raggiungere fiumi, laghi e mari, contribuendo all’inquinamento delle acque. L’olio esausto può creare una pellicola sulla superficie dell’acqua, impedendo la corretta ossigenazione e danneggiando la vita acquatica.
Inoltre, l’olio esausto può anche essere un problema per il trattamento delle acque reflue. I sistemi di trattamento non sono progettati per gestire l’olio esausto, quindi può essere necessario un trattamento speciale per rimuoverlo dalle acque reflue.
Come gestire correttamente l’olio esausto
Fortunatamente, esistono soluzioni semplici e pratiche per gestire correttamente l’olio esausto. Ecco alcune opzioni:
- Raccolta in contenitori dedicati: conservare l’olio esausto in contenitori specifici, come bottiglie di plastica o contenitori di metallo, e conferirli nei punti di raccolta autorizzati.
- Punti di raccolta: molti comuni e aziende private offrono punti di raccolta per l’olio esausto. È possibile cercare informazioni presso il proprio comune o su internet per trovare il punto di raccolta più vicino.
- Raccolta differenziata: alcuni comuni offrono la raccolta differenziata per l’olio esausto. È possibile informarsi presso il proprio comune per sapere se è disponibile questo servizio.
Vantaggi della raccolta dell’olio esausto
La raccolta dell’olio esausto offre diversi vantaggi:
- Riduce l’inquinamento delle acque: evitando di gettare l’olio esausto nel lavandino, si riduce il rischio di inquinamento delle acque e si protegge la vita acquatica.
- Riduce i costi di manutenzione: evitando di ostruire le tubature, si riducono i costi di manutenzione e si evitano problemi di deflusso.
- Produce energia: l’olio esausto può essere trasformato in biodiesel, un combustibile rinnovabile che può essere utilizzato per alimentare veicoli e generare energia.
Cosa fare con l’olio esausto raccolto
L’olio esausto raccolto può essere trasformato in diversi prodotti:
| Prodotto | Descrizione |
|---|---|
| Biodiesel | Un combustibile rinnovabile che può essere utilizzato per alimentare veicoli e generare energia. |
| Biogas | Un gas che può essere utilizzato per generare energia elettrica e calore. |
| Concimi | L’olio esausto può essere utilizzato come concime per le piante. |
In conclusione, la gestione corretta dell’olio esausto è fondamentale per proteggere l’ambiente e le nostre tubature. Con la raccolta e il riciclo dell’olio esausto, possiamo ridurre l’inquinamento delle acque, produrre energia rinnovabile e creare nuovi prodotti. Quindi, la prossima volta che ti troverai con dell’olio esausto, ricordati di conservarlo in un contenitore dedicato e di conferirlo nei punti di raccolta autorizzati.
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