Questo può servirti: la TARI si paga in base ai rifiuti prodotti — non solo ai metri quadri.

La TARI, o Tassa sui Rifiuti, è un’imposta che viene applicata ai contribuenti italiani per finanziare la gestione dei rifiuti urbani. Fino a qualche anno fa, la TARI veniva calcolata principalmente in base alla superficie dell’immobile posseduto, ma recentemente sono state introdotte delle novità importanti che possono influire sul calcolo della tassa.

Cosa è cambiato nella TARI?

La Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (detta “Legge di Bilancio 2020”) e il Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157, hanno introdotto importanti novità nella disciplina della TARI. In particolare, a partire dal 2020, la TARI non può più essere calcolata solo in base ai metri quadri dell’immobile, ma deve tenere conto anche della quantità e della tipologia dei rifiuti prodotti.

Come funziona il nuovo calcolo della TARI?

Il nuovo sistema di calcolo della TARI si basa su due parametri fondamentali:

  • la superficie dell’immobile;
  • la quantità e la tipologia dei rifiuti prodotti.

I Comuni hanno la facoltà di scegliere se applicare un sistema di tariffazione puntuale o una tariffa forfettaria. La tariffazione puntuale si basa sulla misurazione diretta della quantità di rifiuti prodotti, mentre la tariffa forfettaria si basa su coefficienti di stima della quantità di rifiuti prodotti.

La tariffazione puntuale

La tariffazione puntuale prevede l’applicazione di un sistema di misurazione diretta della quantità di rifiuti prodotti da ciascun immobile. Ciò può avvenire attraverso:

  • l’installazione di dispositivi di misurazione dei rifiuti;
  • l’utilizzo di sacchetti o contenitori tarati;
  • la pesa dei rifiuti.

I Comuni che adottano la tariffazione puntuale devono garantire la trasparenza e la correttezza del sistema di misurazione e di calcolo della TARI.

La tariffa forfettaria

La tariffa forfettaria si basa su coefficienti di stima della quantità di rifiuti prodotti da ciascun immobile. I Comuni possono utilizzare coefficienti fissi o variabili in base alle caratteristiche dell’immobile e del nucleo familiare.

I coefficienti di stima possono essere determinati in base a:

  • numero dei componenti del nucleo familiare;
  • superficie dell’immobile;
  • tipologia di attività svolta nell’immobile (ad esempio, ristoranti, uffici, etc.).

Esempi di applicazione della TARI

Per comprendere meglio come funziona il nuovo sistema di calcolo della TARI, consideriamo alcuni esempi:

Caso Superficie immobile N. componenti nucleo familiare Tipologia di rifiuti TARI (esempio)
1 100 mq 2 Domestici € 200
2 150 mq 4 Domestici e attività commerciale € 350
3 50 mq 1 Domestici € 100

Conclusioni

In conclusione, il nuovo sistema di calcolo della TARI tiene conto non solo della superficie dell’immobile, ma anche della quantità e della tipologia dei rifiuti prodotti. Ciò significa che i contribuenti possono influire sulla riduzione della TARI attraverso una gestione più efficiente dei rifiuti.

I Comuni hanno la facoltà di scegliere tra la tariffazione puntuale e la tariffa forfettaria, e devono garantire la trasparenza e la correttezza del sistema di calcolo della TARI.

È importante che i contribuenti si informino presso il proprio Comune sulle modalità di applicazione della TARI e sulle eventuali agevolazioni o esenzioni disponibili.

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