Questo può servirti: hai diritto a un defibrillatore in aziende con più di 25 dipendenti — obbligatorio dal 2024.
La sicurezza sul posto di lavoro è un aspetto fondamentale per garantire la salute e l’incolumità dei dipendenti. In Italia, a partire dal 2024, sarà obbligatorio per le aziende con più di 25 dipendenti dotarsi di un defibrillatore. Ma cosa prevede esattamente questa normativa e quali sono le implicazioni per le aziende?
La normativa sui defibrillatori
La legge italiana, in particolare il decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 172, convertito con modificazioni dalla legge 19 febbraio 2020, n. 77, prevede l’obbligo per le aziende con più di 25 dipendenti di dotarsi di un defibrillatore automatico esterno (DAE) entro il 2024. Il defibrillatore è un dispositivo medicale che, in caso di arresto cardiaco, può aiutare a ripristinare il ritmo cardiaco normale.
Questa normativa si inserisce nell’ambito delle misure di sicurezza sul posto di lavoro e ha l’obiettivo di ridurre il numero di morti cardiache improvvise che possono verificarsi durante l’orario di lavoro. Secondo le stime, in Italia ogni anno si verificano circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri, e la pronta disponibilità di un defibrillatore può aumentare notevolmente le possibilità di sopravvivenza della vittima.
Chi è tenuto all’obbligo
L’obbligo di dotarsi di un defibrillatore riguarda tutte le aziende con più di 25 dipendenti. Non sono soggette a questo obbligo le aziende con 25 o meno dipendenti, a meno che non sia stato diversamente stabilito da contratti collettivi o da accordi aziendali.
È importante notare che l’obbligo non si applica solo alle aziende private, ma anche agli enti pubblici e alle organizzazioni no-profit che hanno più di 25 dipendenti. Inoltre, la normativa non specifica se i lavoratori in smart working o a distanza debbano essere conteggiati ai fini del calcolo dei 25 dipendenti.
Requisiti per il defibrillatore
Il defibrillatore che le aziende sono tenute a fornire deve essere di tipo automatico esterno (DAE). Il DAE è un dispositivo facile da usare, che può essere utilizzato anche da persone non esperte, che guida l’utente attraverso le fasi di intervento in caso di arresto cardiaco.
Il DAE deve essere posizionato in un luogo facilmente accessibile e visibile, possibilmente in aree di alta frequentazione. La normativa prevede inoltre che il defibrillatore sia accompagnato da istruzioni d’uso e che sia sottoposto a regolare manutenzione.
Formazione e informazione
La normativa prevede anche che i lavoratori siano adeguatamente formati sull’uso del defibrillatore e sulle tecniche di rianimazione. La formazione deve essere erogata da personale qualificato e deve includere sia una parte teorica che una parte pratica.
È importante che i lavoratori siano informati anche sui benefici dell’uso del defibrillatore e sull’importanza di intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco. La formazione può essere erogata durante le ore di lavoro e non deve essere considerata come un onere aggiuntivo per l’azienda.
Tabelle riassuntive
| Tipologia di azienda | Numero di dipendenti | Obbligo di defibrillatore |
|---|---|---|
| Aziende private | più di 25 | Sì |
| Enti pubblici | più di 25 | Sì |
| Organizzazioni no-profit | più di 25 | Sì |
| Aziende private | 25 o meno | No (salvo accordi specifici) |
Conclusioni
L’obbligo di dotarsi di un defibrillatore per le aziende con più di 25 dipendenti rappresenta un’importante misura di sicurezza sul posto di lavoro. La normativa, che entrerà in vigore nel 2024, ha l’obiettivo di ridurre il numero di morti cardiache improvvise che possono verificarsi durante l’orario di lavoro.
È fondamentale che le aziende si adeguino a questa normativa e forniscano ai lavoratori la formazione necessaria sull’uso del defibrillatore e sulle tecniche di rianimazione. In questo modo, sarà possibile garantire un ambiente di lavoro più sicuro e ridurre il rischio di incidenti cardiaci.
- Decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 172
- Legge 19 febbraio 2020, n. 77
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