Questo può servirti: i periodi di CIG o cassa integrazione non contano per la NASpI — ma non li annullano.

Quando si parla di sostegno al reddito per i lavoratori, due delle istituzioni più importanti in Italia sono la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI). Entrambe sono progettate per aiutare i lavoratori in situazioni di difficoltà, ma operano in contesti diversi e hanno requisiti specifici. Un aspetto interessante da esplorare riguarda il modo in cui i periodi di CIG influenzano la possibilità di accedere alla NASpI e viceversa.

Cosa sono la CIG e la NASpI?

La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è un istituto che fornisce un sostegno finanziario ai lavoratori dipendenti che hanno subito una riduzione dell’orario di lavoro o che sono stati sospesi a causa di situazioni aziendali particolari, come crisi economiche, ristrutturazioni o eventi imprevedibili. La CIG è finanziata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e serve a garantire ai lavoratori un sostegno al reddito durante periodi di difficoltà.

D’altra parte, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) è un’indennità di disoccupazione introdotta per supportare i lavoratori che hanno perso il lavoro involontariamente. La NASpI è anch’essa gestita dall’INPS e ha l’obiettivo di aiutare i lavoratori disoccupati a superare questo periodo di transizione, offrendo loro un sostegno economico.

I requisiti per accedere alla NASpI

Per accedere alla NASpI, ci sono requisiti specifici che devono essere soddisfatti. Tra questi:

  • essere lavoratori subordinati,
  • aver perso il lavoro per cause non volontarie,
  • essere disoccupati e disponibili a lavorare,
  • aver versato contributi previdenziali per almeno 13 settimane negli ultimi 18 mesi,
  • aver maturato almeno 30 giorni di lavoro effettivo nel periodo di 12 mesi che precede l’inizio della disoccupazione.

Come influiscono i periodi di CIG sulla NASpI

I periodi in cui si è beneficiato della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) possono avere un impatto sulla possibilità di accedere alla NASpI, ma è importante capire che non la annullano direttamente. I periodi di CIG, infatti, non sono considerati come periodi di lavoro effettivo ai fini del calcolo dei requisiti per la NASpI, ma questo non significa che siano del tutto irrilevanti.

Durante il periodo di CIG, il lavoratore continua ad essere considerato in attività lavorativa, anche se con una riduzione dell’orario di lavoro o con sospensioni. Ciò significa che i contributi previdenziali continuano ad essere versati, anche se parzialmente. Questi contributi sono comunque utili per maturare il diritto alla NASpI, poiché rientrano nel calcolo del requisito contributivo.

Esempio pratico

Periodo Tipo di attività/lavoro Contributi
Jan-Mar Lavoro a tempo pieno
Apr-Jun CIG (riduzione orario) Sì (parziale)
Jul-Sep Disoccupazione involontaria No

In questo esempio, i mesi di lavoro a tempo pieno (gennaio-marzo) e quelli in CIG (aprile-giugno) contribuiscono al requisito di 13 settimane di contributi negli ultimi 18 mesi necessari per la NASpI. I mesi di disoccupazione involontaria (luglio-settembre) non contribuiscono al requisito contributivo, ma sono conteggiati come periodo di disoccupazione.

Conclusioni

In sintesi, i periodi di CIG non contano come lavoro effettivo per il calcolo dei requisiti della NASpI, ma non annullano la possibilità di accedervi. È fondamentale che i lavoratori che si trovano in queste situazioni comprendano come queste istituzioni possano interagire e influenzare le loro possibilità di sostegno al reddito. La consulenza con un professionista o con gli uffici competenti dell’INPS può fornire indicazioni più precise e personalizzate.

La CIG e la NASpI rappresentano due strumenti importanti per il sostegno dei lavoratori in difficoltà. Capire come funzionano e come interagiscono può aiutare i lavoratori a navigare meglio in periodi di incertezza lavorativa e a sfruttare al meglio le risorse a loro disposizione.

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